Google+ Massimo Caputi - Finanza e Mercato Immobiliare

martedì 14 marzo 2017

A Cannes scatta oggi il Mipim, la super fiera del mattone e il governo porta i suoi gioielli per sedurre gli investitori - A Cannes anche il Tagliadebito

MF - Anna Messia - Milano, martedì 14 marzo 2017 - I rappresentati del governo sono pronti a portare il mattone italiano al Mipim, la fiera internazionale dell'immobiliare che parte oggi a Cannes e andrà avanti per quattro giorni. Sebbene la settimana politica sia decisamente calda (con la votazione della fiducia al ministro dello sport Luca Lotti, in calendario per mercoledì), all'evento in Costa Azzurra ci saranno sia il sottosegretario alla difesa, Gioacchino Alfano, sia il sottosegretario alle infrastrutture, Simona Vicari. La fiera di Cannes è del resto una vetrina di importanza cruciale per far conoscere ai grandi investitori internazionali il patrimonio immobiliare italiano, sia privato che pubblico. Con il governo che ha rimesso in moto il piano per il taglio del debito pubblico, in cui gli immobili potrebbero giocare un molo chiave, è ovviamente importante trasmettere all'esterno segnali di stabilità e fiducia. L'ultima iniziativa per la valorizzazione del mattone pubblico è stata il Progetto Venezia, che prevede la concessione della caserma veneziana sull'isola delle Vignole ai privati per un periodo massimo di 50 anni. Il bando partirà nei prossimi giorni. Solo qualche settimana prima c'era stato il via libera per la nascita della Cittadella della giustizia a Messina, in cui saranno concentrati gli uffici giudiziari oggi sparsi per la città, liberando sedi e risparmiando più di 1 milione l'anno. Ma da valorizzare nel mattone di Stato c'è molto di più, visti i 60 miliardi di euro di patrimonio immobiliare affidati all'Agenzia del Demanio guidata da Roberto Reggi. Beni che bisogna censire in base a standard internazionali e su cui bisogna magari investire prima di vendere, per evitare cessioni a sconto, come ha ricordato di recente il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. «L'attenzione governativa e parlamentare ai temi immobiliari è cresciuta», dice a MF-Milano Finanza, Paolo Crisafi, direttore generale di Assoimmobiliare, proprio ieri insignito dell'onorificenza di grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica. «Ci sono stati importanti interventi come le misure antisismiche, oppure l'esclusione delle società di gestione immobiliari di fondi immobiliari dall'applicazione dell'addizionale Ires del 3,5%». Ma bisogna lavorare ancora per «una sempre maggiore sinergia tra imprese e istituzioni», aggiunge Crisafi, sottolineando che «è importante che le imprese proseguano la strada dell'allineamento alle migliori pratiche internazionali globali». Da parte loro le istituzioni sembrano pronte a mettersi al lavoro da Palazzo Chigi ai principali ministeri coinvolti come Ambiente, Difesa, Beni Culturali, Economia, Infrastrutture, Sviluppo. «C'è interesse da parte del governo a migliorare l'appetibilità del nostro Paese agli occhi degli investitori internazionali», ha dichiarato il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Vicari, ricordando che ha già preso avvio « il processo di riqualificazione che sta interessando il patrimonio immobiliare, con lo scopo di intercettare anche l'esigente clientela internazionale, adottando standard comuni a livello globale». Al Mipim parteciperanno tutti i rappresentanti dell'associazione che raccoglie l'industria immobiliare italiana, dal presidente di Assoimmobiliare, Aldo Mazzocco, ai vicepresidenti Massimo Caputi ed Emanuela Recchi, oltre ai consiglieri delegati (Emanuele Caniggia, Luciano Manfredi e Silvia Rovere). L'evento sarà l'occasione per fare il punto sulle prossime riforme attese dall'industria in tema di servizi, finanza e fiscalità immobiliare. Dalle misure per le modifiche alla disciplina degli esperti indipendenti, a quelle per migliorare il regime impositivo dei Fia (Fondi e Sicaf) immobiliari, alle disposizioni per la manutenzione del regime della Siiq, oltre a una norma per il conferimento di immobili da parte di fondi quotati in Siiq. «In ballo c'è anche la disapplicazione della ritenuta sui proventi distribuiti da Fia immobiliare, Siiq e Siinq alle pubbliche amministrazioni e alle assicurazioni limitatamente alle quote poste a copertura delle riserve tecniche», aggiunge Crisafi, «oltre alle misure per riorganizzare la disciplina fiscale dei fondi chiusi e l'adozione di ulteriori misure correttive sul riordino della finanza immobiliare residenziale, unitamente alla previsione sulla cedolare secca sulle locazioni commerciali effettuate in regime d'impresa»

mercoledì 1 marzo 2017

La ricetta di Padoan per le banche e i pignoramenti accelerati

Corriere Della Sera - Federico Fubini - Milano, mercoledì 1 marzo 2017 - I ministri economici europei all'Ecofin di recente stanno riflettendo su una correlazione specifica: Spagna e Irlanda hanno affrontato per prime e con più decisione la propria crisi bancaria e oggi hanno raggiunto un'elevata velocità di fuga dalla recessione degli anni scorsi. È Pier Carlo Padoan ad averlo ricordato ieri, presentando alla Laterza il saggio di Anna Giunta e Salvatore Rossi «Che cosa sa fare l'Italia». Il ministro dell'Economia non lo ha detto, ma tutto lascia pensare che non ritenga solo una coincidenza il sovrapporsi di una risposta decisa alla crisi bancaria, e il fatto che oggi Spagna e Irlanda siano fra le economie più dinamiche d'Europa. Lui stesso sembra convinto che anche in Italia sia possibile fare di più e meglio per rivitalizzare il settore del credito. Ieri alla Laterza il ministro ha evitato promesse che sarebbero state fuori luogo, ma ha lasciato capire che ha ben presenti alcuni gesti concreti in grado di sostenere il sistema finanziario. Anche a costo di dover correggere alcuni provvedimenti che il governo di Matteo Renzi ha varato meno di un anno fa. Uno di essi riguarda la possibilità per le banche di ricorrere a procedure accelerate nelle cause di pignoramento degli immobili di creditori in default. Quell'opzione è disponibile solo per i prestiti concessi da metà dell'anno scorso in avanti ma, ha ammesso Padoan, si sta rivelando poco efficace. Poiché la legge del governo Renzi prevede che il ricorso all'arbitrato veloce sia volontario — non obbligatorio — alcune banche lo escludono in partenza per sottrarre clienti a quelle più rigorose. Si innesca così una competizione per promettere ai clienti procedure giudiziarie più lente, se un prestito andasse in default. L'efficienza ne esce perdente in ogni caso. Padoan non ha aggiunto molto altro, ieri sera. Ma lui stesso senz'altro sa che il passo logico successivo sarebbe un emendamento per rendere obbligatorio il ricorso a procedure accelerate per il recupero delle garanzie. Magari il governo di Paolo Gentiloni, sotto sotto, non sarà così immobile come alcuni lamentano.