Google+ Massimo Caputi - Finanza e Mercato Immobiliare

giovedì 13 luglio 2017

Gruppo De Agostini, ricavi oltre 5 miliardi Il nuovo fondo Agro per le medie imprese

Corriere Della Sera - Luciano Fontana - Milano,Giovedi 13 Luglio 2017 - DeA Capital, del gruppo De Agostini, lancerà entro fine annoinizi 2018 il fondo Agro, che investirà in aziende agricole e filiere in cui avviene anche una prima lavorazione del prodotto. Pensato per le casse previdenziali, le assicurazioni e le fondazioni che hanno un forte interesse nell'economia reale, avrà durata di 15 anni. Si tratta del primo fondo di questo tipo in Italia. Ha già ottenuto l'autorizzazione di Bankitalia e della Consob e l'obiettivo di raccolta per il primo closing è di 80 milioni. È un tassello della strategia del gruppo di fare di DeA Capital una piattaforma integrata nell'alternative asset management, capace di offrire agli investitori un'ampia gamma di prodotti, dal private equity, all'immobiliare e agli npl (sofferenze) ma con una «specializzazione» verso il settore delle medie aziende italiane. Come ha spiegato il general manager Paolo Ceretti, in occasione della presentazione del bilancio. II gruppo De Agostini, guidato da Lorenzo Pellicioli (foto), ha chiuso il 2016 con oltre 5 miliardi di ricavi e un margine operativo lordo a 1,584 miliardi, entrambi in crescita del 6% rispetto al 2015. II debito è salito a 8 miliardi in conseguenza dell'importante investimento sostenuto per il rinnovo della concessione del gioco del Lotto in Italia.

mercoledì 21 giugno 2017

Investimenti boom per gli alberghi - Alberghi, investimenti sprint

Il Sole, 24 ore - Chierchia Vincenzo - Milano, mercoledì 21 giugno 2017 - Il mercato turistico marcia spedito. L'Italia attrae sempre più stranieri. Il comparto domestico è in netta ripresa dopo qualche anno di difficoltà. Gli investimenti nel comparto alberghiero sono in pieno boom. Questo il quadro di sintesi emerso dal Rapporto 2017 sul mercato immobiliare alberghiero realizzato da Scenari immobiliari e Allegro Italia, e presentato ieri a Milano. Come sottolineato dall'indagine di Scenari immobiliari -società fondata e guidata da Mario Breglia-, nel 2016 il fatturato del mercato immobiliare alberghiero italiano è cresciuto del 14,3%, raggiungendo quota 2,4 miliardi tra contratti di vendita o locazione. L'attrattività del comparto si legge nel Rapporto - appare maggiore in confronto alla media europea, grazie a elementi distintivi, quali l'interesse delle catene per l'espansione sia nel settore lusso che economy, la ricchezza degli immobili da valorizzare, la presenza di trophy asset e le ampie possibilità di ulteriore sviluppo, con conseguente creazione di valore del territorio. Lo slancio del mercato si mantiene ancora nel primo semestre del 2017 e le prospettive sono di un mantenimento del trend positivo anche per il 2018. Le stime per il 2017 sono state riviste al rialzo rispetto a quanto ipotizzato nell'autunno dello scorso anno. Per il 2018 il valore complessivo del mercati immobiliare turistico dovrebbe toccare un nuovo massimo storico a quota tre miliardi. E probabilmente si tratta di una stima prudenziale. In ogni caso - sempre secondo Scenari immobiliari - nell'arco di meno di un decennio il valore del mercato risulta raddoppiato. Le ottime performance dell'Italia si inseriscono in uno scenario internazionale contraddistinto da un numero elevato di transazioni ma con un volume complessivo 2016 inferiore ai livelli del 2015 (stime Jll). Tra luglio 2016 e maggio 2017 si legge nel Rapporto-sono state rilevate 40 operazioni di nuove aperture di alberghi per un totale di 3.100 camere circa. Nove operazioni sono state effettuate in Lombardia (1.235 camere) sull'onda peraltro del prosieguo dell'effetto Expo. Dieci le operazioni censite in Sicilia, destinazione sulla quale si sta concentrando l'interesse degli investitori, sette nel Lazio (Roma) e cinque in Toscana. Tutte le grandi catene sono in movimento in Italia: da Marriott ad Accor, da Dorchester a Belmond, Melià, FourSeasons e Hilton. Importanti progetti anche di investitori italiani tra cui Caltagirone, Marseglia, Tonello e Toti. Una parte del Rapporto di Scenari immobiliari è stata dedicata allo sviluppo della sharing economy e alle ricadute del modello Airbnb, che nel nostro Paese ha 300 mila host, i quali a loro volta hanno dato ospitalità a circa 6 milioni di clienti. II focus in questo caso è sulla crescita del mercato delle abitazioni di lusso ad uso turistico, che vede oggi investimenti anche da parte di colossi mondiali del calibro di Accor e dello stesso gruppo Airbnb (con Luxury retreat). Il mercato dei gruppi di affitti brevi è in piena espansione così come quello dei servizi correlati. Una parte ampia del Rapporto, infine, è stata dedicata ai Condohotel, formula sviluppata negli Stati Uniti, ed ancora in fase di avvio in Italia. Una formula ritenuta però in grado di mobilitare investimenti nel comparto delle ristrutturazioni , riconversioni e gestioni di complessi immobiliari a uso turistico.