Google+ Massimo Caputi - Finanza e Mercato Immobiliare

lunedì 16 gennaio 2017

Locomotiva Usa per un riassetto che è globale

Milano, 11 Gennaio 2017 - IL SOLE 24 ORE - Al mercato non interessa il nome e neanche il partito. Lo aveva dimostrato fin da subito la Borsa, all'indomani dei risultati presidenziali Usa. Nessun crollo catastrofico alla vittoria di Donald Trump. Stessa cosa si dica per il mercato M&A:la certezza dell'elezione ha fatto ripartire i deal già a fine 2016 e i primi dieci giorni del 2017 hanno confermato il trend. La corporate Usa si prepara ad affrontare l'anno senza l'incognita politica e potendosi concentrare sulle strategie per affrontare un mercato sempre più complesso e stime di crescita non sempre certe. Parole d'ordine? Razionalizzazione e diversificazione, per trovare un assetto nuovo. Tanto basta perché anche nel 2017 la locomotiva del mercato restino gli Stati Uniti. E l'Europa? Se non vuole restare indietro deve cogliere le opportunità internazionali che si stanno aprendo.

lunedì 19 dicembre 2016

Gli hotel «vedono» un 2017 in decisa crescita

Milano, giovedì 15 dicembre 2016 - IL SOLE 24 ORE PLUS - Mondo Immobiliare di Paola Dezza - Il mondo degli hotel, sul fronte investimenti, archivia un 2016 di forte contrazione a livello mondiale. Anche se, guardando all'Europa e all'Italia, l'interesse da parte di soggetti mediorientali e cinesi rimane decisamente alto. I numeri però parlano chiaro. «A livello globale il 2015 anno migliore in assoluto degli ultimi dieci anni - spiega Roberto Galano, executive vice president JLL Hotels e Hospitality -, si è tornati a livelli quasi del 2007. Nel 2016, invece, si è verificata una correzione del mercato, dovuto soprattutto al picco che gli Usa hanno realizzato l'anno scorso». Nei primi tre trimestri del 2015 i volumi nel mondo sono stati pari a 67 miliardi di dollari di transazioni, nel 2016 si è scesi a quota 40,1 miliardi, -40%. Nella nostra regione, i volumi sono stati di 26,3 miliardi nel 2015 mentre quest'anno si è scesi a 12,1 miliardi(-54%), per effetto di una serie di eventi tra cui la Brexit e per via dell'andamento dell'economia. «L'interesse degli investitori più importanti, mediorientali e cinesi, è sempre altissima nelle maggiori destinazioni turistiche - dice Galano - come Parigi, Londra e altre capitali quali Roma e Madrid. 

Per l'alberghiero si chiude un anno di investimenti in calo, Italia compresa. L'appeal di queste destinazioni è fuori discussione». Anche Milano resta interessante, come lo è sempre stata, sottolinea Galano, anche se qui le opportunità sono poche, bisogna puntare sulla conversione di immobili esistenti, praticamente impossibile. Qui il miglior hotel, come rendimento, è il Four Seasons in via Gesù, che capitalizza location e servizio, ma deve innovare per restare sempre primo. In Italia quest'anno ci sono state transazioni per 734 milioni di euro, n transazioni (alle quali potrebbe aggiungersene qualcun'altra entro fine anno), mentre l'anno scorsole transazioni sono state 12 per un controvalore di 892 milioni. «Per l'anno prossimo mi aspetto un controvalore più alto del 2016 in Italia, ma anche in Europa» dice Galano, che spiega anche come la fusione tra Marriott e Starwood sia uno dei primi passi di convergenza del settore. Se si analizzano i primi cinque settori industriali al mondo, si evince che il livello di aggregazione è altissimo, invece nel settore alberghiero è decisamente basso e c'è ancora spazio per diversi deal. Marriott oggi è la prima società alberghiera al mondo che ha superato il milione di camere, ma se analizzato nel contesto globale è solo un primo passo per un cambiamento lento e graduale.